Monthly Archive for Marzo, 2010

Gli SkipBack live al Cambio

Lo scorso venerdì 26 marzo si è tenuto uno dei concerti più attesi dell’anno, soprattutto dal pubblico giovane, ma in quest’articolo non parleremo del concerto dei Tokio Hotel a Padova. Pochi lo sapevano e quei pochi che lo sapevano fingevano di non saperlo, ma nello stesso momento in cui Bill Kaulitz starnazzava e si agitava con movenze da checca isterica, a soli 285 km di distanza (3,03 ore in automobile, 2 giorni e 11 ore a piedi, secondo google maps) si teneva un evento ben più significativo, sul “palco” del locale senese “il cambio” infatti gli SkipBack facevano dono al mondo di una delle loro rarissime esibizioni live.

Il concerto, breve ma intenso viene aperto dagli ottimi Yes Express, dei giovani musicisti molto promettenti, capaci di fondere nella loro musica le tipiche sonorità del funk rock, il canto gregoriano e le colonne sonore dei film di Lino Banfi. Quando gli SkipBack impugnano gli strumenti gran parte della clientela del locale non sa cosa li aspetta, il momento in cui viene emessa la prima nota distorta è talmente intenso e allo stesso tempo distruttivo da provocare il battito d’ali di una farfalla in Brasile. I nostri attaccano con Waltz like teen spirit, una versione valzer di smell like teen spirit, il famoso pezzo di Mal e i Primitives. La saletta semivuota comincia a riempirsi, il pubblico osserva i musicisti con lo stesso interesse con cui si guardano i titoli di testa di un film porno, probabilmente anche perchè per problemi tecnico-fisiologico-religiosi il chitarrista suona una parte della canzone mentre il cantante ne canta un’altra e come se non bastasse non azzeccano una nota. Finito il pezzo il proprietario del locale protesta con i musicisti dicendo che se vogliono suonare devono suonare “per bene”, gli SkipBack lo rassicurano con la stessa tenerezza con cui Pogo il clown approcciava i ragazzini prima di violentarli, strangolarli e seppellirli nel giardino di casa.

A questo punto il gruppo attacca con una versione riveduta e corretta di only you e si capisce subito che adesso si fa sul serio, l’incantevole musica funge da potente richiamo per il pubblico che adesso si riversa nella saletta con l’impeto di una mandria di gnu che fugge da un ghepardo che tenta di convincerli a lasciare una firma contro la droga. Ora gli astanti sono più di un milione (almeno secondo gli organizzatori), i musicisti sono talmente bravi che per l’emozione una donna abortisce (e non era neanche incinta) mentre un parroco si distrae e si lascia sfuggire un chierichetto, il cantante Mais Druba mette tutta la potenza delle sue corde vocali al servizio del bel canto, i controcori di Paolo Natso fanno si che l’esecuzione del pezzo suoni come l’esecuzione (capitale) di tutta la musica rock, la chitarra di Jhon Kazza sferraglia in modo disarticolato, non è da meno la new entry del gruppo, il bassista conosciuto come Mister Minotti, ma anche come Maicol Foppa, ma anche come Hans Flower, il novello componente infatti, nel bene e nel male, si integra alla perfezione con gli altri “musicisti”.

Impeccabile anche il supporto ritmico, affidato allo Yes Express Paul Follower, sostituto temporaneo dello storico batterista Drum Pepa, assente in quanto giapponese.

Finito anche questo pezzo i nostri sono pronti ad attaccare con “malox”, uno dei loro cavalli di battaglia, ma il proprietario del locale torna alla carica e mostra di non gradire la performance del quintetto, è ovvio che non capisce niente di arte e non sa che una mano l’avanguardia, di diverso avviso è il pubblico, che ormai galvanizzato, esorta gli SkipBack a continuare urlando e dando di matto, Mais Druba & co. sono titubanti, poi a causa delle insistenti pressioni da parte dei poteri forti cedono palco e strumenti agli Yes Express affidandogli il compito di chiudere la serata.

Non esistono purtroppo documenti fotografici o video che testimonino l’evento, ma siamo in grado di regalarvi la registrazione di only you live, questo documento importantissimo dimostra che il concerto di venerdì è stato un grande passo per gli SkipBack e un balzo indietro per l’umanità.

Recensione di Flavio Sagramola Mazzingazeta, comparsa sul numero settantadieci di “Suicidarianesimo per il nuovo millennio”, il magazine dei suicidariani, ovvero di persone che mangiano carne solo se proveniente da animali morti suicidi.

in mancanza di foto dell’evento inseriamo un’immagine del proprietario del cambio in una delle sue pose intimidatorie

proprietario cambio

Assacan.2012

assacanInversione dei poli magnetici, sbarco degli alieni sulla terra (e perché no, sui mari), le rogne predetteci dai Maya… Tutte fandonie.

Nei giorni del 29, 30 e 31 gennaio la Merla ha parlato e la vera realtà dei fatti è stata finalmente comunicata: “buon tempo e mal tempo non dura tutto il tempo”.

Personalmente ho interpretato questa frase così:
da diversi anni a questa parte, vi è un progressivo aumento di possessori di cani, cagnolini, cagnette, dalle razze più disparate, che emanano simpatia e tenerezza e fiducia, da ogni poro. (sono anche dotati di un odorato non indifferente, ma si dice che vedano in scala di grigi).
Il cane è il migliore amico dell’uomo ed è proprio per questo motivo che gli Assapan hanno deciso di prenderne le sembianze, attraverso ologrammi, evolvendosi in Assacan.

In questo modo i minuti scoiattolini volanti, dalle fattezze canine, riescono a studiare ogni comportamento umano e a manipolarne spesso le azioni, con l’obiettivo di prenderne, in un remoto futuro, il totale controllo.
Tutto questo sarebbe dovuto avvenire in tempi tanto dilatati (anni e anni e anni) che l’uomo non si sarebbe accorto del cambiamento, diventando gradualmente e pacificamente schiavo dell’Assacan.
Ma qualcosa è andato storto. La diffusione sempre più allargata di onde elettromagnetiche, sta causando sporadiche (ma con la tendenza a diventare più frequenti) interferenze con gli ologrammi, soprattutto se filtrati da video e/o foto, iniziando così a svelare la vera identità dell’Assacan.
Sempre più persone si stanno accorgendo degli strani effetti ottici, che talvolta risultano dalle foto-ricordo ritraenti il loro animaletto domestico, dunque gli Assacan saranno costretti ad agire di conseguenza: anticiperanno la conquista della razza umana, proprio nel duemiladodici… con attacchi dall’alto.

Per informazioni sulle dinamiche dell’attacco, rivolgersi a Merla.
Tutti i giorni, dal 29 al 31 gennaio.
Orari: 9-13 | 14-18

spermute d’arancio

avete sete? forse vorreste un bel capuccino, o magari un cafe latte.

io mi faccio una bella spermuta.

Il capro espiatorio della settimana: LA FORCHETTA

forchetta testaSe avete graffiato l’automobile del vostro odiato collega di lavoro ma siete stati filmati da una telecamera di sicurezza, se avete truccato delle gare di appalto per favorire degli amichetti vostri, che in cambio vi hanno dato quel gormito che vi mancava, ma siete stati colti con le mani nella marmellata, se la polizia ha scoperto la vostra collezione di organi genitali femminili che nascondevate in cantina, non affliggetevi, piuttosto negate spavaldamente ogni responsabilità, anche davanti all’evidenza, negate e scaricate la colpa su qualcun’altro, perché ricordate che nell’Italia degli anni dieci, non il cane, ma il capro è il miglior amico dell’uomo, il capro espiatorio!

Il capro per me di questa settimana è:

LA FORCHETTA

Perché prendersela con la forchetta:

La forchetta è un oggetto contundente e in quanto tale può essere usato per arrecare dolore e morte.

La forchetta è stata inventata in Cina, dunque è una minaccia per il made in Italy ed è estranea alla nostra cultura. L’introduzione della forchetta in occidente fu giustamente avversata dalla Chiesa, in quanto nell’immaginario cristiano (e dunque nella realtà) era un oggetto usato dal diavolo, tanto che tale San Pier Damiani la definì “demoniaco oggetto”. Nel 1700 tuttavia anche la Chiesa si lasciò sedurre dall’infernale utensile. Se i legami satanici non fossero sufficienti c’è da tenere conto che la forchetta ci ruba il lavoro, ad esempio nella tecnica del taglio della cotoletta la forchetta ha lo scopo di tenere fermo il pezzo di carne mentre il coltello infierisce sul cibo e lo riduce in frammenti più facilmente ingeribili, tuttavia se le forchette venissero abolite il ruolo di immobilizzatore di cotoletta potrebbe essere affidato a delle figure professionali specializzate in tale compito, delle persone vestite come nobiluomini francesi del milleottocento potrebbero sedere di fianco al consumatore di cotoletta e tenere ferma la carne premendola contro il piatto con il dito indice, in questo modo si creerebbero moltissimi posti di lavoro e l’economia ripartirebbe. Forse non è un’ipotesi molto plausibile ma è la migliore che mi è venuta in mente. Attenzione particolare merita la forchetta di plastica, che in quanto tale non è biodegradabile e fa parte della categoria di utensili “usa e getta”, che vanno ad aumentare inutilmente la massa dei rifiuti, inoltre le forchette di plastica tendono a rompersi spesso e quindi a far si che il nome di Dio venga pronunciato invano.

Crimini e colpe delle forchette:

Tantissimi dei più sanguinari dittatori quali Hitler, Stalin, Pinochet e Pippo Franco si servivano abitualmente di forchette durante i pasti, sarà un caso? In un cortometraggio di Stan Lauren e Oliver Hardy, la forchetta usata da Stanlio si rifiuta di infilzare un’oliva. Nel 1995 Giacomino Martini, studente delle scuole elementari di Forlimpopoli ricevette un brutto voto perché in un compito scrisse la parola “forchetta” senza la doppia “T”. Con il termine “forchetta” si può anche intendere “forca di media misura” e la forca come tutti sanno era anche il nome con il quale veniva chiamato il patibolo destinato alla pratica dell’impiccagione, che non era mica una bella cosa. Cesare Lanza, autore di “Domenica IN”, “La fattoria”, “La talpa” e di altri crimini contro l’umanità è dotato di un discreto appetito, (come suggerisce anche la sua forma fisica), per questo motivo è definito da alcuni “una buona forchetta”. Il testo della canzone “Una forchetta di nome Giulietta”, presentata allo Zecchino d’oro nel 2007 presenta numerosi passaggi controversi, ad esempio si nota l’atteggiamento snob della protagonista, che si dimostra insensibile nei confronti del povero coltello che le fa la corte, Giulietta, più avanti nella canzone incontra il cucchiaio Romeo e se ne innamora, un passaggio della favoletta dice testualmente “Con quattro denti e un bel sorriso, sposò Romeo all’improvviso.” In una sola frase ci troviamo di fronte a due concetti altamente diseducativi, il primo: La forchetta anziché sposare un maschio della sua specie sceglie un cucchiaio, cosa potrà mai nascere da un’unione così bislacca? Una “cucchietta”? Un “forcaio”? Una buona canzone per bambini dovrebbe educare le nuove generazioni a ripudiare la mescolanza tra razze, poiché il meticciato, oltre a non piacere a Marcello Pera, mina alle fondamenta la nostra cultura, poi va a finire che non sappiamo più chi siamo e ci dimentichiamo dei nostri valori come la tutela della libertà, la solidarietà nei confronti del prossimo e il nostro profondo e maniacale razzismo. Il secondo concetto diseducativo: la forchetta si sposa con il cucchiaio all’improvviso, cioè senza prima fare una seria riflessione, come se il matrimonio fosse una cosa da prendere con leggerezza, sappiamo già come andrà a finire, conoscendosi meglio le due stoviglie impareranno a odiarsi, il matrimonio andrà in frantumi dopo neanche due anni e i figli ne soffriranno, magari si drogheranno, poi sotto effetto di stupefacenti si metteranno alla guida di un’autocisterna piena di materiale infiammabile, si lanceranno contro una fabbrica di fuochi d’artificio nei pressi di un asilo nido e causeranno la morte di un sacco di vite innocenti, è questo che vogliamo per il nostro paese? Se poi vogliamo rigirare la forchetta nella piaga possiamo aggiungere che la suddetta canzoncina non vinse neanche e quindi sicuramente provocò la delusione dei due piccoli interpreti che la presentarono al concorso.

Dopo aver letto tutto questo fate una riflessione, quante volte vi siete seduti a tavola con la vostra più acerrima nemica senza neanche rendervene conto?

Il capro espiatorio della settimana: IL CAVALLO

capro chiamato cavalloQuanti errori, malefatte, ingiustizie vengono commesse ogni giorno, quanti casi di manifesta incompetenza, quanti problemi ancora da risolvere, quante speculazioni, quanti crimini.

Oggi più di ieri, nella nostra società, è diventato essenziale trovare qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa di tutto, un capro espiatorio che ci liberi dall’opprimente dovere di assumerci le nostre responsabilità, che ci lasci cioè il piacere di continuare a far il cazzo che ci pare fregandocene delle regole, della competenza e di qualsiasi concetto di buonsenso.

Questa rubrica si occuperà pertanto di individuare una vittima sacrificale sempre nuova sulla quale scaricare le nostre colpe e che ci consentirà quindi di guardare ai nostri errori con gli occhi puri e innocenti di chi ha subìto e non di chi ha inflitto.

E’ molto probabile che la suddetta rubrica non venga pubblicata settimanalmente come dovrebbe, tuttavia la colpa non è da attribuirsi alla nostra redazione, bensì ai commercianti di lenticchie.

Il capro per me di questa settimana è:

IL CAVALLO

Perché prendersela con il cavallo:

Innanzitutto dal punto di vista evolutivo è un essere inferiore, inoltre il cavallo è molto diverso da noi, sia nell’aspetto che nelle abitudini. Come se questo non fosse abbastanza increscioso c’è da aggiungere che i progenitori degli attuali cavalli domestici erano originari del Nordamerica, solo successivamente si trasferirono anche in Asia e in misura inferiore in Europa, questo fa dei cavalli degli immigrati a tutti gli effetti e malgrado occupino abusivamente i nostri territori da milioni di anni non hanno ancora imparato a parlare l’italiano.

I cavalli non pagano le tasse e ci rubano il lavoro, da quando ci sono loro trovare un posto come trainatore di calesse è difficilissimo, i cocchieri tendono ad affidare agli equini questo compito perché possono assumerli a nero e limitarsi a pagarli con una manciata di fieno.

Crimini e colpe dei cavalli:

Nel film “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick un cavallo disarciona il figlio del protagonista causandone la morte. Nel cartone animato “Ken il guerriero”, Re nero, gigantesco cavallo del dittatore Raoul, è spesso correo dei crimini del regime. Incitatus, il cavallo nominato senatore dall’imperatore romano Caligola si dimostrò inadatto al suo incarico politico e pare che raramente si presentasse alle sedute. Una delle ipotesi sulla morte di Tutankhamon è che il faraone egiziano sia stato ucciso dal colpo di zoccolo di un cavallo. Il film Disney “Spirit cavallo selvaggio” ha incassato meno di molti altri lungometraggi animati. La cavallina storna della famosa poesia di Giovanni Pascoli non fece niente per impedire l’omicidio del suo padrone. Furia cavallo del west beveva solo caffè, cosa molto diseducativa dal punto di vista alimentare, dando il cattivo esempio ha spinto molti bambini nel tunnel della dipendenza da caffeina. Secondo una nuova versione potrebbe essere stato un cavallo a ostacolare Alfredo Milioni impedendogli di consegnare le liste del Pdl per la regione Lazio in tempo utile. Indossare modelli di pantaloni con il cavallo troppo alto, alla lunga, può rendere sterili. Cholla, il cavallo pittore, spesso rovescia i contenitori con i colori sporcando tutto il pavimento e sprecando del materiale, e poi lo pulisco io! Bucefalo, il cavallo di Carlo Magno, oltre ad avere paura della propria ombra aveva un nome davvero stronzo.

Questi sono solo alcuni esempi della cattiveria di questi animali.