
E’ la mezzanotte inoltrata del 3 agosto 2010. Mi trascino stancamente insieme ad un mio amico fotografo alla Fortezza da Basso, un po’ “sfavato” per essermi perso il concerto degli Skiantos a causa di un aperitivo-compleanno al Pop Cafè, quando scorgiamo un tizio che schitarra e urla da un piccolo palco, laterale rispetto a quello principale dove si è esibita la band del mitico Freak Antoni. Incuriositi ci avviciniamo e ci mettiamo a sedere; in tutto ci saranno una trentina di persone.Il tizio è vestito come Antonio Banderas in “Desperado”, suona la chitarra elettrica su basi registrate. Lo stile ricorda a tratti i primi Skiantos, quelli di “Kinotto” per intenderci. La voce è acuta, nervosa, si avverte un’urgenza che la staticità del corpo non lascia intravedere. I testi sono quasi “primitivi” nella loro semplicità ma efficacissimi, brutali ma sinceri, presumibilmente autobiografici: alcool, puttane, botte, emarginazione. Si capisce fin da subito che questo tizio non bluffa, è un vero borderline che sta esprimendo tutto il suo malessere.
Ma l’effetto è straniante perché il pubblico (me compreso) è letteralmente piegato in due dalle risate, sembra di essere a una puntata della Corrida di Corrado scritta da Kafka con la regia del Giuseppe Bertolucci di “Berlinguer ti voglio bene”. Intendiamoci, la reazione non è del tutto ingiustificata; il cantante si dilunga in improbabili assoli di chitarra, l’audio è un po’ trascurato e quell’aria da Buster Keaton capellone che ha perso il conto degli elettroshock fa il resto; solo che canzoni come “Rifiuto”, la hit “T’ammazzo”, sorprendenti strumentali come “Thundra”, esilarante, la straccionissima “Brindiamo”, “Pop”, l’esasperante lunghissimo mantra psichedelico di “Dolce Morte”, non possono lasciare indifferenti, no.
Nel frattempo mi sono informato su chi sia questo Rino Gaetano sotto tso, questo vincitore del talent show “SerT Factor”, questo insano miscuglio di Bugo e CCCP in gita stocastica ad Amsterdam. Si chiama Marco Maltomini, in arte Maltominimarco.
Sicuramente “inascoltabile” (nel senso Skiantologico del termine) su disco, dal vivo un’esperienza spiazzante e liberatoria. Certo, Mara Maionchi direbbe “per me è un no!”, a maggior ragione per me è un SI !
Il concerto si conclude con l’acme (giovanile?) del bis di “T’ammazzo”, con il pubblico in delirio sotto il palco. Maltominimarco ottiene una birra (doppio maltomini ?), poi cerca di vendere i suoi cd a 5 € ma nessuno se lo fila, apre una scatola di cartone e lancia i suoi biglietti da visita. La gente li raccoglie manco fossero banconote da 50, qualcuno gli chiede l’autografo ma lui sdegnato rifiuta, scende dal palco e tranquillamente si mette a sedere con la sua birra, mentre tutti si allontanano lasciandolo nella sua solitudine di rocker improponibile, troppo low-fi per essere vero.























28 agosto 

Commenti recenti