Author Archive for trabeoscopio

IL SUPERFLUO nuova serie N°1

IL SUPERFLUO riparte (o almeno ci prova) con una nuova serie, scritta peggio, impaginata peggio, in una parola: “peggio”. Nuove rubriche ancora più inutili corredate da immagini che sembrano realizzate da un grafico da un idraulico al quale abbiano impiantato il cervello di un beluga.

Durerà? Chi può dirlo! intanto sorbitevi il numero uno, io vado a sistemare la mia collezione di scatolette di tonno.

(cliccare sull’ immagine per ingrandirla, eh!)

il superfluo nuova serie n°1

le FOTOnotizie inutili puntata 9

la FOTOnotizia inutile di oggigiorno è:

apparizione mistica a dei rastafariani

Durante il festival “Balla coi cinghiali” tenutosi nel paese di Bardineto, in provincia di Savona, alcuni rastafariani avvistano un essere volante dalla testa luminosa, proprio in prossimità della rampa per l’esibizione degli skaters. Non si sa se l’essere in questione sia di natura mistica, aliena o austroungarica, ne onestamente ce ne frega qualcosa.

La qualità della foto è quella che è ma poteva venire peggio se si tiene conto che è stata scattata con un tostapane.

Il capro espiatorio della settimana: CARLOS ALBERTO PALACIO VALDERRAMA

valderpiantaEccoci di nuovo al nostro consueto appuntamento hrmh… settimanale dedicato alla ricerca del capro espiatorio.

Dopo il cavallo e la forchetta il terzo appuntamento di questa rubrica non poteva che essere dedicato a lui.

Il capro per me di questa settimana è:

CARLOS ALBERTO PALACIO VALDERRAMA

Perché prendersela con Valderrama:

Valderrama è un ex calciatore di ruolo centrocampista offensivo. “offensivo”, capito? Valderrama è di nazionalità colombiana, dunque è un extracomunitario, dunque per forza di cose ci ruba il lavoro e ci violenta le donne, o almeno lo farebbe se solo gli si presentasse l’occasione. Inoltre in Colombia c’è pieno di droga e prostituzione. Valderrama ha le sopracciglia e i baffi neri, il che fa dubitare che sia un biondo naturale. La capigliatura ingombrante di Valderrama poi è di notevole disturbo per chiunque abbia la sfortuna di doversi sedere dietro di lui al cinema, al teatro o a una gara di corsa coi sacchi (ma anche a una gara di corsa di cosacchi).

Crimini e colpe di Valderrama:

Una volta Valderrama dovette farsi quattro giorni di carcere per aver aggredito un poliziotto, che è una cosa brutta da farsi, un’altra volta invece ebbe un figlio in seguito a un rapporto extraconiugale, questa cosa è grave soprattutto per il fatto che la donna con la quale Valderrama ebbe ad intrattenersi sessualmente era una giornalista e i giornalisti, come dice Beppe Grillo, sono tutti malvagi e servi del potere per definizione, così come del resto lo sono quasi tutte le persone che non sono Beppe Grillo, poiché lui solo è il santo, lui solo è il signore, lui solo il larghissimo Beppe Grillo. Valderrama in tutta la sua carriera ha ripetutamente preso a calci degli indifesi palloni, questo malgrado le denunce da parte delle associazioni contro la violenza ai danni dei palloni da calcio e degli oggetti inanimati in generale. Valderrama è stato un calciatore di successo, ma tutti sappiamo che il successo di qualcuno è il fallimento di altri e chissà quanti ne ha visti e quanti ne vedrà di calciatori tristi che non hanno vinto mai ed hanno appeso le scarpe a qualche tipo di muro e adesso ridono dentro a un bar. Il remake di Robocop annunciato dal regista Darren Aronofsky è stato annullato, ma Valderrama in tutto ciò non ha nessun merito.

Adesso che sapete quanto questo individuo sia pericoloso munitevi di torce fiammeggianti e forconi e prendete parte alla spedizione per la distruzione del mostro, il pullman partirà dalla Piazza Martiri di tangentopoli del paesino di San Prepuzio alle ore 6,37 della mattina di giovedì scorso. Il prezzo del biglietto è di 5672 euro e 95 centesimi. Alle ore 12,85 (di un giorno qualunque) è prevista una sosta di 7 minuti all’autogrill nei pressi di Vancouver, in Australia. Ora dell’arrivo previsto a Santa Marta in Colombia: non pervenuto.

Gli SkipBack live al Cambio

Lo scorso venerdì 26 marzo si è tenuto uno dei concerti più attesi dell’anno, soprattutto dal pubblico giovane, ma in quest’articolo non parleremo del concerto dei Tokio Hotel a Padova. Pochi lo sapevano e quei pochi che lo sapevano fingevano di non saperlo, ma nello stesso momento in cui Bill Kaulitz starnazzava e si agitava con movenze da checca isterica, a soli 285 km di distanza (3,03 ore in automobile, 2 giorni e 11 ore a piedi, secondo google maps) si teneva un evento ben più significativo, sul “palco” del locale senese “il cambio” infatti gli SkipBack facevano dono al mondo di una delle loro rarissime esibizioni live.

Il concerto, breve ma intenso viene aperto dagli ottimi Yes Express, dei giovani musicisti molto promettenti, capaci di fondere nella loro musica le tipiche sonorità del funk rock, il canto gregoriano e le colonne sonore dei film di Lino Banfi. Quando gli SkipBack impugnano gli strumenti gran parte della clientela del locale non sa cosa li aspetta, il momento in cui viene emessa la prima nota distorta è talmente intenso e allo stesso tempo distruttivo da provocare il battito d’ali di una farfalla in Brasile. I nostri attaccano con Waltz like teen spirit, una versione valzer di smell like teen spirit, il famoso pezzo di Mal e i Primitives. La saletta semivuota comincia a riempirsi, il pubblico osserva i musicisti con lo stesso interesse con cui si guardano i titoli di testa di un film porno, probabilmente anche perchè per problemi tecnico-fisiologico-religiosi il chitarrista suona una parte della canzone mentre il cantante ne canta un’altra e come se non bastasse non azzeccano una nota. Finito il pezzo il proprietario del locale protesta con i musicisti dicendo che se vogliono suonare devono suonare “per bene”, gli SkipBack lo rassicurano con la stessa tenerezza con cui Pogo il clown approcciava i ragazzini prima di violentarli, strangolarli e seppellirli nel giardino di casa.

A questo punto il gruppo attacca con una versione riveduta e corretta di only you e si capisce subito che adesso si fa sul serio, l’incantevole musica funge da potente richiamo per il pubblico che adesso si riversa nella saletta con l’impeto di una mandria di gnu che fugge da un ghepardo che tenta di convincerli a lasciare una firma contro la droga. Ora gli astanti sono più di un milione (almeno secondo gli organizzatori), i musicisti sono talmente bravi che per l’emozione una donna abortisce (e non era neanche incinta) mentre un parroco si distrae e si lascia sfuggire un chierichetto, il cantante Mais Druba mette tutta la potenza delle sue corde vocali al servizio del bel canto, i controcori di Paolo Natso fanno si che l’esecuzione del pezzo suoni come l’esecuzione (capitale) di tutta la musica rock, la chitarra di Jhon Kazza sferraglia in modo disarticolato, non è da meno la new entry del gruppo, il bassista conosciuto come Mister Minotti, ma anche come Maicol Foppa, ma anche come Hans Flower, il novello componente infatti, nel bene e nel male, si integra alla perfezione con gli altri “musicisti”.

Impeccabile anche il supporto ritmico, affidato allo Yes Express Paul Follower, sostituto temporaneo dello storico batterista Drum Pepa, assente in quanto giapponese.

Finito anche questo pezzo i nostri sono pronti ad attaccare con “malox”, uno dei loro cavalli di battaglia, ma il proprietario del locale torna alla carica e mostra di non gradire la performance del quintetto, è ovvio che non capisce niente di arte e non sa che una mano l’avanguardia, di diverso avviso è il pubblico, che ormai galvanizzato, esorta gli SkipBack a continuare urlando e dando di matto, Mais Druba & co. sono titubanti, poi a causa delle insistenti pressioni da parte dei poteri forti cedono palco e strumenti agli Yes Express affidandogli il compito di chiudere la serata.

Non esistono purtroppo documenti fotografici o video che testimonino l’evento, ma siamo in grado di regalarvi la registrazione di only you live, questo documento importantissimo dimostra che il concerto di venerdì è stato un grande passo per gli SkipBack e un balzo indietro per l’umanità.

Recensione di Flavio Sagramola Mazzingazeta, comparsa sul numero settantadieci di “Suicidarianesimo per il nuovo millennio”, il magazine dei suicidariani, ovvero di persone che mangiano carne solo se proveniente da animali morti suicidi.

in mancanza di foto dell’evento inseriamo un’immagine del proprietario del cambio in una delle sue pose intimidatorie

proprietario cambio

Il capro espiatorio della settimana: LA FORCHETTA

forchetta testaSe avete graffiato l’automobile del vostro odiato collega di lavoro ma siete stati filmati da una telecamera di sicurezza, se avete truccato delle gare di appalto per favorire degli amichetti vostri, che in cambio vi hanno dato quel gormito che vi mancava, ma siete stati colti con le mani nella marmellata, se la polizia ha scoperto la vostra collezione di organi genitali femminili che nascondevate in cantina, non affliggetevi, piuttosto negate spavaldamente ogni responsabilità, anche davanti all’evidenza, negate e scaricate la colpa su qualcun’altro, perché ricordate che nell’Italia degli anni dieci, non il cane, ma il capro è il miglior amico dell’uomo, il capro espiatorio!

Il capro per me di questa settimana è:

LA FORCHETTA

Perché prendersela con la forchetta:

La forchetta è un oggetto contundente e in quanto tale può essere usato per arrecare dolore e morte.

La forchetta è stata inventata in Cina, dunque è una minaccia per il made in Italy ed è estranea alla nostra cultura. L’introduzione della forchetta in occidente fu giustamente avversata dalla Chiesa, in quanto nell’immaginario cristiano (e dunque nella realtà) era un oggetto usato dal diavolo, tanto che tale San Pier Damiani la definì “demoniaco oggetto”. Nel 1700 tuttavia anche la Chiesa si lasciò sedurre dall’infernale utensile. Se i legami satanici non fossero sufficienti c’è da tenere conto che la forchetta ci ruba il lavoro, ad esempio nella tecnica del taglio della cotoletta la forchetta ha lo scopo di tenere fermo il pezzo di carne mentre il coltello infierisce sul cibo e lo riduce in frammenti più facilmente ingeribili, tuttavia se le forchette venissero abolite il ruolo di immobilizzatore di cotoletta potrebbe essere affidato a delle figure professionali specializzate in tale compito, delle persone vestite come nobiluomini francesi del milleottocento potrebbero sedere di fianco al consumatore di cotoletta e tenere ferma la carne premendola contro il piatto con il dito indice, in questo modo si creerebbero moltissimi posti di lavoro e l’economia ripartirebbe. Forse non è un’ipotesi molto plausibile ma è la migliore che mi è venuta in mente. Attenzione particolare merita la forchetta di plastica, che in quanto tale non è biodegradabile e fa parte della categoria di utensili “usa e getta”, che vanno ad aumentare inutilmente la massa dei rifiuti, inoltre le forchette di plastica tendono a rompersi spesso e quindi a far si che il nome di Dio venga pronunciato invano.

Crimini e colpe delle forchette:

Tantissimi dei più sanguinari dittatori quali Hitler, Stalin, Pinochet e Pippo Franco si servivano abitualmente di forchette durante i pasti, sarà un caso? In un cortometraggio di Stan Lauren e Oliver Hardy, la forchetta usata da Stanlio si rifiuta di infilzare un’oliva. Nel 1995 Giacomino Martini, studente delle scuole elementari di Forlimpopoli ricevette un brutto voto perché in un compito scrisse la parola “forchetta” senza la doppia “T”. Con il termine “forchetta” si può anche intendere “forca di media misura” e la forca come tutti sanno era anche il nome con il quale veniva chiamato il patibolo destinato alla pratica dell’impiccagione, che non era mica una bella cosa. Cesare Lanza, autore di “Domenica IN”, “La fattoria”, “La talpa” e di altri crimini contro l’umanità è dotato di un discreto appetito, (come suggerisce anche la sua forma fisica), per questo motivo è definito da alcuni “una buona forchetta”. Il testo della canzone “Una forchetta di nome Giulietta”, presentata allo Zecchino d’oro nel 2007 presenta numerosi passaggi controversi, ad esempio si nota l’atteggiamento snob della protagonista, che si dimostra insensibile nei confronti del povero coltello che le fa la corte, Giulietta, più avanti nella canzone incontra il cucchiaio Romeo e se ne innamora, un passaggio della favoletta dice testualmente “Con quattro denti e un bel sorriso, sposò Romeo all’improvviso.” In una sola frase ci troviamo di fronte a due concetti altamente diseducativi, il primo: La forchetta anziché sposare un maschio della sua specie sceglie un cucchiaio, cosa potrà mai nascere da un’unione così bislacca? Una “cucchietta”? Un “forcaio”? Una buona canzone per bambini dovrebbe educare le nuove generazioni a ripudiare la mescolanza tra razze, poiché il meticciato, oltre a non piacere a Marcello Pera, mina alle fondamenta la nostra cultura, poi va a finire che non sappiamo più chi siamo e ci dimentichiamo dei nostri valori come la tutela della libertà, la solidarietà nei confronti del prossimo e il nostro profondo e maniacale razzismo. Il secondo concetto diseducativo: la forchetta si sposa con il cucchiaio all’improvviso, cioè senza prima fare una seria riflessione, come se il matrimonio fosse una cosa da prendere con leggerezza, sappiamo già come andrà a finire, conoscendosi meglio le due stoviglie impareranno a odiarsi, il matrimonio andrà in frantumi dopo neanche due anni e i figli ne soffriranno, magari si drogheranno, poi sotto effetto di stupefacenti si metteranno alla guida di un’autocisterna piena di materiale infiammabile, si lanceranno contro una fabbrica di fuochi d’artificio nei pressi di un asilo nido e causeranno la morte di un sacco di vite innocenti, è questo che vogliamo per il nostro paese? Se poi vogliamo rigirare la forchetta nella piaga possiamo aggiungere che la suddetta canzoncina non vinse neanche e quindi sicuramente provocò la delusione dei due piccoli interpreti che la presentarono al concorso.

Dopo aver letto tutto questo fate una riflessione, quante volte vi siete seduti a tavola con la vostra più acerrima nemica senza neanche rendervene conto?

Il capro espiatorio della settimana: IL CAVALLO

capro chiamato cavalloQuanti errori, malefatte, ingiustizie vengono commesse ogni giorno, quanti casi di manifesta incompetenza, quanti problemi ancora da risolvere, quante speculazioni, quanti crimini.

Oggi più di ieri, nella nostra società, è diventato essenziale trovare qualcuno o qualcosa a cui dare la colpa di tutto, un capro espiatorio che ci liberi dall’opprimente dovere di assumerci le nostre responsabilità, che ci lasci cioè il piacere di continuare a far il cazzo che ci pare fregandocene delle regole, della competenza e di qualsiasi concetto di buonsenso.

Questa rubrica si occuperà pertanto di individuare una vittima sacrificale sempre nuova sulla quale scaricare le nostre colpe e che ci consentirà quindi di guardare ai nostri errori con gli occhi puri e innocenti di chi ha subìto e non di chi ha inflitto.

E’ molto probabile che la suddetta rubrica non venga pubblicata settimanalmente come dovrebbe, tuttavia la colpa non è da attribuirsi alla nostra redazione, bensì ai commercianti di lenticchie.

Il capro per me di questa settimana è:

IL CAVALLO

Perché prendersela con il cavallo:

Innanzitutto dal punto di vista evolutivo è un essere inferiore, inoltre il cavallo è molto diverso da noi, sia nell’aspetto che nelle abitudini. Come se questo non fosse abbastanza increscioso c’è da aggiungere che i progenitori degli attuali cavalli domestici erano originari del Nordamerica, solo successivamente si trasferirono anche in Asia e in misura inferiore in Europa, questo fa dei cavalli degli immigrati a tutti gli effetti e malgrado occupino abusivamente i nostri territori da milioni di anni non hanno ancora imparato a parlare l’italiano.

I cavalli non pagano le tasse e ci rubano il lavoro, da quando ci sono loro trovare un posto come trainatore di calesse è difficilissimo, i cocchieri tendono ad affidare agli equini questo compito perché possono assumerli a nero e limitarsi a pagarli con una manciata di fieno.

Crimini e colpe dei cavalli:

Nel film “Barry Lyndon” di Stanley Kubrick un cavallo disarciona il figlio del protagonista causandone la morte. Nel cartone animato “Ken il guerriero”, Re nero, gigantesco cavallo del dittatore Raoul, è spesso correo dei crimini del regime. Incitatus, il cavallo nominato senatore dall’imperatore romano Caligola si dimostrò inadatto al suo incarico politico e pare che raramente si presentasse alle sedute. Una delle ipotesi sulla morte di Tutankhamon è che il faraone egiziano sia stato ucciso dal colpo di zoccolo di un cavallo. Il film Disney “Spirit cavallo selvaggio” ha incassato meno di molti altri lungometraggi animati. La cavallina storna della famosa poesia di Giovanni Pascoli non fece niente per impedire l’omicidio del suo padrone. Furia cavallo del west beveva solo caffè, cosa molto diseducativa dal punto di vista alimentare, dando il cattivo esempio ha spinto molti bambini nel tunnel della dipendenza da caffeina. Secondo una nuova versione potrebbe essere stato un cavallo a ostacolare Alfredo Milioni impedendogli di consegnare le liste del Pdl per la regione Lazio in tempo utile. Indossare modelli di pantaloni con il cavallo troppo alto, alla lunga, può rendere sterili. Cholla, il cavallo pittore, spesso rovescia i contenitori con i colori sporcando tutto il pavimento e sprecando del materiale, e poi lo pulisco io! Bucefalo, il cavallo di Carlo Magno, oltre ad avere paura della propria ombra aveva un nome davvero stronzo.

Questi sono solo alcuni esempi della cattiveria di questi animali.

Novità editoriali - Stronzate per tutti

Malgrado la magistratura, (mossa da invidia), abbia ordito un complotto basato su accuse completamente infondate, con lo scopo di far crollare il governo del miglior premier degli ultimi 150 anni, una serie di leggi di prossima approvazione sventerà casualmente il piano sovversivo, (e se non è culo questo) il tutto ad unico beneficio dei cittadini che avevano bisogno urgente di queste norme, così come di quella per limitare le interecettazioni. La crisi è alle spalle, la credibilità dell’ Italia all’estero è cresciuta a dismisura, stiamo conducendo con successo la missione di pace in Afghanistan, il ritorno al nucleare ci renderà indipendenti dal punto di vista energetico e Laura Pausini è la più grande italiana di tutti i tempi.
Considerato tutto questo e altro (forse troppo) ancora, non c’è motivo di preoccuparsi, fidatevi una buona volta! Rilassatevi e datevi alla lettura del nuovo magazine STRONZATE PER TUTTI, il primo numero in offerta di lancio al costo di soli un rene. Credici! Corri in otorinolaringoiatria!
E comunque era la figlia dell’autista di Craxi.
stronzate per tutti

DISEL, SII PASSIVO

Per la nuova campagna pubblicitaria, la sottomarca di vestiti e ricambi per lavastoviglie DISEL prende spunto da quella della più famosa DIESEL

disel, sii passivo jpg

Per la cronaca, il frenulo è il sottile lembo di pelle che unisce il glande al prepuzio. Se il frenulo si rompe, oltre a rovinarvi la giornata e a farvi disperdere una notevole quantità di sangue (è un tessuto ricco di capillari) vi costringerà a ricorrere alla frenuloplastica, ovvero a un intervento chirurgico per la ricostruzione del frenulo. Tale evenienza può tuttavia risultare utile come giustificazione per varie occasioni: “non posso venire al raduno dei compagni di classe perchè devo sottopormi a un intervento di frenuloplastica”, “non posso farmi processare perchè devo sottopormi a un intervento di frenuloplastica”,  “ho causato la strage del Cermis con il mio areoplano perchè mi stavo sottoponendo a un intervento di frenuloplastica”, “non ho potuto fare il compito per casa, disegna i tuoi genitori, perchè dovevo sottopormi a un intervento di frenuloplastica”, ecc…

Novità editoriali: Fobici Oggigiorno

La paura del diverso, la paura dell’uguale, la paura del 2012, la paura del 1975, quella del terrorismo, quella dell’influenza suina, dell’aviaria, della mucca pazza, la paura di perdere il lavoro, la paura che il lavoro ti trovi, la paura dei libri con le parole scritte dentro, la paura del complotto internazionale che poi ci mettono a tutti un microchip e con quello ci controllano, davvero, l’ho letto su internet. In un’ epoca dominata da fobie sempre nuove ed affascinanti non poteva mancare una rivista come FOBICI OGGIGIORNO, il primo magazine specializzato in fobie di ogni tipo. La prima uscita a soli 721,45 euro! Non avere paura! Corri in Norvegia!

giornalismo probabile 1

Dopo aver vissuto per diciassette anni in stato vegetativo è morta Eluana Englaro, un’autopsia farà luce sulle cause di decesso della donna che secondo le parole del presidente del consiglio era tanto viva che avrebbe potuto generare un bambino.