Author Archive for falso-staff

Chi si estranea dalla Gotta….


Questa scritta anonima, questo grido di rabbia incredula, induce inevitabilmente a qualche riflessione. Una rissa di ipotesi si scatena nella testa del passante-lettore. La prima è che l’Unione Europea, alla faccia del protocollo di Cartagena, stia facendo da tempo il doppio gioco, di fatto introducendo nel settore agro-alimentare una quantità crescente di ogm, soprattutto nelle coltivazioni (mais druba, per esempio). E’ ovvio che in questo caso le persone maggiormente esposte ai più impensabili effetti collaterali sono i vegetariani e i vegani. La seconda ipotesi è che la scritta risalga al periodo pre-Goldrake (1974-79), e che la mano sia quella di un abitante di Vega, probabilmente un discendente della prima generazione di Vegani, la quale entrò in contatto con la popolazione terrestre in Europa, già nell’Alto Medio Evo, contraendo numerose malattie diffuse all’epoca; alcune tra queste sarebbero poi divenute ereditarie, giungendo fino a noi, anzi, a Loro. La terza ipotesi, derivante dalla seconda, è che si tratti di un abitante di Vega divenuto vegan, ma gli ha detto male. Non sono a conoscenza di casi di Vegano vegano, anche se l’antropologa Latoya Barsanti una volta mi ha rivelato che un Vegano vegano ha fatto la comparsa nel film “Rimini Rimini” del 1988. Certamente non avrebbe potuto partecipare alla lavorazione di “Prosciutto Prosciutto” di Bigas Luna. La quarta ipotesi, la più affascinante, è del filosofo norvegese Olaf Ebbre, cito le sue testuali parole: “Cazzoficaculopocceboccatetteanolinguaculolillipoppò”.

La foto del Giorno


Eeeeh sì……c’è Mal contento in Italia.

Maltominimarco, artista Improponibile

Un momento di empatia tra Maltominimarco e un suo fan


E’ la mezzanotte inoltrata del 3 agosto 2010. Mi trascino stancamente insieme ad un mio amico fotografo alla Fortezza da Basso, un po’ “sfavato” per essermi perso il concerto degli Skiantos a causa di un aperitivo-compleanno al Pop Cafè, quando scorgiamo un tizio che schitarra e urla da un piccolo palco, laterale rispetto a quello principale dove si è esibita la band del mitico Freak Antoni. Incuriositi ci avviciniamo e ci mettiamo a sedere; in tutto ci saranno una trentina di persone.
Il tizio è vestito come Antonio Banderas in “Desperado”, suona la chitarra elettrica su basi registrate. Lo stile ricorda a tratti i primi Skiantos, quelli di “Kinotto” per intenderci. La voce è acuta, nervosa, si avverte un’urgenza che la staticità del corpo non lascia intravedere. I testi sono quasi “primitivi” nella loro semplicità ma efficacissimi, brutali ma sinceri, presumibilmente autobiografici: alcool, puttane, botte, emarginazione. Si capisce fin da subito che questo tizio non bluffa, è un vero borderline che sta esprimendo tutto il suo malessere.
Ma l’effetto è straniante perché il pubblico (me compreso) è letteralmente piegato in due dalle risate, sembra di essere a una puntata della Corrida di Corrado scritta da Kafka con la regia del Giuseppe Bertolucci di “Berlinguer ti voglio bene”. Intendiamoci, la reazione non è del tutto ingiustificata; il cantante si dilunga in improbabili assoli di chitarra, l’audio è un po’ trascurato e quell’aria da Buster Keaton capellone che ha perso il conto degli elettroshock fa il resto; solo che canzoni come “Rifiuto”, la hit “T’ammazzo”, sorprendenti strumentali come “Thundra”, esilarante, la straccionissima “Brindiamo”, “Pop”, l’esasperante lunghissimo mantra psichedelico di “Dolce Morte”, non possono lasciare indifferenti, no.
Nel frattempo mi sono informato su chi sia questo Rino Gaetano sotto tso, questo vincitore del talent show “SerT Factor”, questo insano miscuglio di Bugo e CCCP in gita stocastica ad Amsterdam. Si chiama Marco Maltomini, in arte Maltominimarco.
Sicuramente “inascoltabile” (nel senso Skiantologico del termine) su disco, dal vivo un’esperienza spiazzante e liberatoria. Certo, Mara Maionchi direbbe “per me è un no!”, a maggior ragione per me è un SI !
Il concerto si conclude con l’acme (giovanile?) del bis di “T’ammazzo”, con il pubblico in delirio sotto il palco. Maltominimarco ottiene una birra (doppio maltomini ?), poi cerca di vendere i suoi cd a 5 € ma nessuno se lo fila, apre una scatola di cartone e lancia i suoi biglietti da visita. La gente li raccoglie manco fossero banconote da 50, qualcuno gli chiede l’autografo ma lui sdegnato rifiuta, scende dal palco e tranquillamente si mette a sedere con la sua birra, mentre tutti si allontanano lasciandolo nella sua solitudine di rocker improponibile, troppo low-fi per essere vero.

Fotonotizie inutili #7

Nel deserto creativo di quest’estate fiorentina merita una segnalazione l’opera del mio amico benzinaio di Piazza Alberti, Rolando Whiskas-Pranzetti. Ponendo in un punto strategico la sua installazione, al trivio fra via Gioberti, via Piagentina e la curva a sinistra che immette in via De Santis, Rolando, fedele all’impostazione situazionista, sottopone inevitabilmente all’occhio degli automobilisti provenienti dal cavalcavia, l’esplicita parodia dell’unica tecnica di persuasione attuata oggi in Italia. Chiaro anche il rimando al film “Essi vivono” di John Carpenter, dove il semplice utilizzo di un particolare paio di occhiali da sole permetteva al protagonista di leggere il vero messaggio che si celava dietro i cartelloni pubblicitari. Qui non c’è bisogno di occhiali. Insieme ad altri suoi colleghi benzinai, Whiskas-Pranzetti sta inoltre studiando una performance teatral-musicale insieme alla Taricone Parachute Implosion Band che avrà luogo a fine mese proprio intorno all’installazione, e che si preannuncia molto politicizzata, il cui titolo rievoca antichi splendori: “Agip-Prop”.

PORNO-SUBBUTEO

Parallelamente ai Mondiali di Calcio in Sudafrica si sta svolgendo a Barcellona Pozzo di Gotto, in Sicilia, l’altrettanto appassionante primo Mondiale di Porno-Subbuteo.
Si tratta, come il nome lascia intuire, di un nuovo sport interdisciplinare, paragonabile alla chess-boxe, dove gli atleti alternano la scacchiera ai guantoni da pugilato, che, è da sottolineare, non si tolgono mai durante l’incontro, rendendo disagevole l’attuazione delle mosse.
Nel Porno-Subbuteo invece il nemico-amico numero uno del giocatore è sostanzialmente la concentrazione, difficile da mantenere, in quanto durante il match, di 90 minuti, viene mostrato un video hard della stessa durata, a tutto volume. In confronto il suono petulante e insistente delle vuvuzelas sudafricane giungerebbe come un effluvio di miele ai padiglioni dei contendenti.
Il Porno-Subbuteo nonostante le apparenze è anti-spettacolare: non si contano i falli, la partita non raggiunge mai i livelli di fluidità del film che viene contemporaneamente mostrato.
Per partecipare al Mondiale non è sufficiente essere provetti subbuteologi, ma occorrono precedenti penali a sfondo sessuale (atti osceni in luogo pubblico, condanne per strupro, molestie sessuali, pedofilia, zoofilia, ecc.). I giocatori, che vedono nel porno-subbuteo un’occasione di riscatto, umano e sociale, lottano però strenuamente con la rievocazione audio-visiva di fantasmi di un passato difficile. Per garantire loro la privacy, essi utilizzano nomi di pura finzione. E’ proibito inoltre l’uso della macchina fotografica da parte dei giornalisti presenti; il sottoscritto ha però rubato uno scatto durante Spagna-Portogallo:

Il rappresentante dell’Italia, Rocco Protti, che ha ottenuto un permesso speciale per poter giocare, in quanto attualmente sta scontando la pena all’Ucciardone, dopo una brillante vittoria ai danni del Paraguay, alla vigilia del secondo incontro con il neozelandese Fallon, è fuggito e risulta tutt’ora latitante.
Il favorito per la vittoria finale quindi adesso è il maniaco russo Viktor Nekiavanelenko, che dopo aver eliminato il sudafricano Nelson Mandacela, affronterà la sopresa ghanese Tazzanno Nazzinna, che ai rigori ha avuto la meglio sul talentuosissimo ma debosciato portoghese Fabio Cointreau Ansimao. Grande delusione il camerunense N’Gollo che, eccitato dalla visione di “Sicilia scambista”, nell’intervallo della partita con l’Uruguay è stato sorpreso in bagno mentre cercava di imitare il nostro Vate D’Annunzio, venendo di conseguenza squalificato.
Il mio personale pronostico, giunti ai quarti, è che la vittoria finale sarà una questione tra Nekiavanelenko e l’argentino Barzotti. Chi vivrà, verrà.

SACCO E VANZINA

La locandina del film
Il noto regista anarchico Carlo Vanzina ha ultimato le riprese del suo progetto più ambizioso, che stava rimandando ormai da quasi 10 anni, “Totò e Peppino al G8″.
Per motivi logistici la location è stata spostata da Genova a La Valletta, nella simpatica e democratica isoletta di Malta.
Qualche indiscrezione sulla trama: Totò e Peppino, due sempliciotti napoletani che si ritrovano per caso al G8 del 2001, simpatizzano coi manifestanti, e non trovando un posto per dormire, si recano alla Scuola Diaz, occupandola. Al calar della sera però il nucleo antisommossa fa irruzione nell’istituto e i nostri protagonisti vengono incolpati della fabbricazione di due molotov, in realtà due bottiglie di limoncello che si erano portati da Napoli. Ciònonostante i due simpatizzano con i poliziotti, che, disposti a perdonarli, li invitano a una festa cilena alla caserma di Bolzaneto per bere insieme il limoncello. La notte che i due passeranno là sarà effettivamente molto cilena…..

Gran finale in pieno stile steampunk con l’invasione di Genova da parte di Annibale e il suo esercito, con i canguri al posto degli elefanti e soldati nani nei marsupi.
Il cast è semplicemente da urlo ai pantaloni: Totò e Peppino avranno i volti e i costumi dei due testimonial del numero telefonico 892-892 (ricordate?), il solito Elio Germano sarà Carlo Giuliani, mentre Margherita Buy e Sergio Rubini saranno i suoi genitori; Riccardo Scamarcio farà Placanica, Adriano Pappalardo vestirà i panni di Scajola, Jerry Calà quelli di Manganelli, mentre il capo della polizia Gianni De Gennaro sarà interpretato da Cesare Cadeo. Apparizioni cameo per la nonna di 4 salti in padella che nel film dà rifugio a casa sua a Totò e Peppino e il gorilla del Crodino come black bloc. Vera  e propria chicca è la presenza (nel ruolo di Casarini), del Gabibbo, che come sapete ha al suo interno un attore che gli dà vita, dentro cui c’è Renato Brunetta.