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Pubblicità regresso (nuovamente lei)

Benché qualche post addietro ne abbia già discusso saggiamente - con la saggezza tipica del senex - il buon vecchio Trabeoscopio, non riesco a trattenere le mie perplessità per la campagna pubblicitaria della nota marca di jeans “Diesel”.

I manifesti della campagna Be Stupid. hanno invaso le pensiline dell’autobus qui nella stucchevole Pavia. Oggi, per la precisione, mi sono imbattuto in questo:

La Mona Lisa

Nel mentre che attendevo il 6, mi volgo a rimirar la pubblicità e resto un momento inebetito dalle generose mammelle (scala 1:1, tra l’altro) della signorina in questione. Un anziano alla mia sinistra coglie con scaltrezza - la scaltrezza tipica del senex - il mio attimo di smarrimento per attaccar bottone:

- “mi scusi giovinotto… ma mi spieghi un po’ lei che ne capisce… mi spieghi cosa vuol dire quella roba lì?”

- “mah… guardi, non saprei…”

- “ma cioè, cosa sta facendo quella là? Si sta guardando la gnocca?”

- “eh credo proprio di sì”

- “ma cosa vuol dire? e che pubblicità è?”

- “una marca di abbigliamento…”

- “ma se è mezza nuda!”

E qui mi blocco, incapace di fornire valide spiegazioni; inutile e impotente di fronte alla meraviglia del creato, all’ingegnosità dell’uomo, alla generosità delle mammelle.

Resto ancora un attimo a guardare il manifesto. Mi soffermo questa volta sul curioso abbinamento slogan-immagine.

Gli slogans di questa campagna sono in tutto 5 o 6 e ogni volta vengono accostati a immagini diverse.
Questo in particolare (tradotto) recita: “Gli intelligenti potranno avere il cervello, ma gli stupidi hanno le palle”. E la signorina, nel frattanto, si guarda la gnocca (o presunta tale) dentro le mutande.
Qualcuno, in indelebile nero, ha polemicamente chiosato “che schifo”.

Sussidio di prostituzione per i meno abbienti

Dopo lo scandalo Noemi, Brenda e Monica, il PD scende in campo in difesa delle fasce deboli
In seguito ai recenti scandali sessuali che hanno visto coinvolti Berlusconi, Marrazzo e il capo della protezione civile Guido Bertolaso, il leader del PD, Pier Luigi Bersani, ci ha rivelato in esclusiva le nuove proposte del CentroSinistra in materia di previdenza sociale.

Pier Luigi Bersani

     

Prima il governo, poi noi dell’opposizione, adesso anche la Protezione Civile. Il paese va a puttane, ma finora solo le alte sfere ne hanno goduto. E’ ora di dire basta a questa discriminazione sociale e di considerare le necessità di tutti gli Italiani, soprattutto in questi tempi di crisi.

Come CentroSinistra è nostro preciso compito garantire i diritti dei cittadini più deboli e provvedere ad estendere il potere d’acquisto dei consumatori anche intervenendo direttamente sul mercato. Per questo la nostra nuova proposta di legge prevede un sussidio di 50 euro settimanali ai cittadini maggiorenni appartenenti alle fasce più povere, da poter investire in prestazioni sessuali.  - dice il segretario del Partito Democratico.
Per far fronte all’aumento della domanda sono previsti anche incentivi statali alle donne che scelgano di impegnarsi seriamente nel campo del meretricio. Una sana concorrenza dovrebbe così scongiurare - conclude Bersani - il possibile rischio inflazione.”

Sailor Ronders: se il rondista non veste Prada

[tratto dal Times New Roman di mercoledì scorso]

Che l’Italia sia un paese attaccato alle tradizioni e che le istituzioni facciano di tutto per mantenerle è noto a tutti, ma quando le tradizioni sono quelle del decennio più carico di cultura che l’umanità ricordi, gli anni ’90, si può persino arrivare allo scontro in parlamento ed è difficile che i cittadini non si sentano parte del dibattito.

A fare discutere è il recente Decreto Legge sulla sicurezza del 23/02, che prevede la legalizzazione delle ronde volontarie di cittadini, cui viene riconosciuta una funzione, se non propriamente sostitutiva, quantomeno coadiuvante delle forze dell’ordine. Tale provvedimento è giustificato dalla “straordinaria necessità ed urgenza di introdurre misure per assicurare una maggiore tutela della sicurezza della collettività”.

A lungo si è sostenuto che la politica contemporanea non abbia saputo far tesoro degli insegnamenti di un periodo così florido per la nostra civiltà, ma oggi, di fronte a questo commovente revival, è proprio il caso di rivedere queste affermazioni. Gli esperti sono infatti concordi nel riconoscere uno stretto legame di parentela tra gli elementi caratteristici delle odierne ronde cittadine e due dei principali fenomeni di massa che hanno profondamente mutato la cultura occidentale a partire dai primissimi anni ’90: Sailor Moon e i Power Rangers. Le analogie sono pesanti e numerose.

Le guerriere Sailor, anzitutto, agiscono proprio come supporto alle forze di polizia, laddove esse si dimostrano inefficienti nel loro compito di tutela del cittadino, ed operano al solo fine di proteggere la Terra ed il genere umano dalla distruzione, in situazioni, dunque, di straordinaria necessità ed urgenza. Il loro contributo alla giustizia inoltre non è in alcun modo retribuito. I nemici di Sailor Moon sono gli emissari del Dark Kingdom - immigrati clandestini quindi - che mirano alla conquista del cristallo d’argento, ovvia metafora per indicare la violenza sessuale.

Il discorso è facilmente estendibile ai Power Rangers, che si sacrificano per la difesa della loro città esattamente come i rondisti, ed esattamente come i rondisti i Rangers ottengono, per combattere i malvagi, superpoteri da attivare trasformandosi e indossando una divisa. I nemici sono per lo più alieni, e quindi sempre stranieri, che sconfiggono in memorabili battaglie, facendo spesso ricorso al lavoro di squadra e alla perseveranza.

Tante allusioni e rimandi non hanno impedito un serrato scontro tra governo e opposizione sull’unico vero limite delle ronde:la pochezza artistica. I rondisti, destinati ad essere protagonisti delle nostre strade e dei nostri quartieri sono assolutamente brutti da vedersi.

Oltre a mancare totalmente di gusto nella scelta delle divise (dalle deliziose marinarette e dagli elmetti hi tech, sempre molto di tendenza, si passa a squallidi gilet che ricordano gli ausiliari del traffico, con relativo rischio di confusione per il cittadino), sembra essere stato completamente dimenticato l’aspetto coreografico. Niente frasi d’effetto o presentazioni rituali. Niente “sono venuto fin qui per punirti in nome della luna”. Si passa subito alle mani senza nemmeno un balletto introduttivo o una posa plastica di gruppo. Per non parlare del physique du rôle: i rondisti sono quasi sempre quarantenni sovrappeso e frustrati o, nella migliore delle ipotesi, uomini con disfunzioni erettili che li portano ad anteporre i doveri di cittadino a quelli coniugali.

La replica di Maroni alle polemiche non si è fatta attendere. Lo scorso 16 marzo il ministro dell’interno ha dichiarato che chi partecipa alle ronde “deve essere controllato e coordinato”. Non ci saranno più “ronde fai da te”.

Il ministero ha così deciso di organizzare corsi di formazione obbligatori per tutti coloro che vogliono partecipare al presidio del territorio. I corsi principali saranno dedicati alla danza moderna e contemporanea e saranno tenuti da Roberto Bolle. Verrà inoltre riunito un gruppo di stilisti, hair stylist e truccatori per rivedere l’immagine dei rondisti. Hanno già confermato la propria disponibilità Roberto Cavalli e Victoria Beckham, da sempre esperta di moda.

A dotare i nostri di mezzi e strumenti più adeguati, altro punto carente, è intervenuto il ministero della Difesa. Lo stesso La Russa, finora molto cauto, si è infine convinto dell’esigenza di adottare misure più drastiche per difendere il pianeta dalla terribile minaccia di potenze arcane, primi fra tutti i Rumeni. Rintracciati i creatori delle due popolari serie per una consulenza, il ministro ha promesso di fornire al più presto anche ai rondisti gli Zord, le giganti macchine biomeccaniche usate dai Rangers. Proprio come nella serie, questi Zord potranno combinarsi per formare macchine più avanzate, i Megazord. Questi potranno combinarsi a loro volta per formare Megazord ancora più grandi e infine, nei casi limite, si potranno raggiungere combinazioni estremamente grandi di Zord, i temibili Ultrazord.  

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Non l’ho mai detto

si accostano in vari modi e con varie finalità le seguenti altre proposizioni:

- rimarcazione semplice: «non è vero, non c’è niente di più falso»
- rimarcazione di onestà intellettuale: «anzi, non l’ho neppure mai pensato»
- rimarcazione di cause esterne: «è colpa della sinistra, è colpa dei telegiornali che sono tutti in mano alla sinistra»
- rimarcazione di cause filosofiche: «è colpa del comunismo»
- rimarcazione di cause semiotiche: «mi sono spiegato male, avete capito male»
- ripresa e capovolgimento dell’assunto iniziale: «anzi, ho detto proprio il contrario: io ho rispetto per la costituzione, è la sinistra che vorrebbe modificarla e renderla sovietica»

Il gioco continua aggiungendo (in)significanti e poi correggendo via via i significati. Esempio:

«Telegiornali in mano alla sinistra? non l’ho mai detto, non è vero, non c’è niente di più falso, anzi, non l’ho neppure mai pensato. Da quanto mi hanno detto, le televisioni sono in mano ad un’unica persona. Appena trovo quell’assassino lo faccio espellere con decreto d’urgenza e lo mando in Sardegna» (la novità, dalle ultime dichiarazioni, è che Italia e Sardegna parrebbero due casi a sé. Sarà per il progetto pilota del digitale terrestre?).

il giorno dopo:
«Non ho mai parlato di decreti di urgenza. Dico solo che la Sardegna è lontana, e che i traghetti moby, nonostante siano molto belli, ci mettono troppe ore ad arrivare in Sardegna. È uno scandalo, qualcuno dei miei ministri dovrebbe abolire tutti i traghetti. Da padre di famiglia non lascerei mai i miei figli andare su quelle zattere, sarebbe come metterli in mano ad un viaggio della speranza. Mi dispiace, perché lo ribadisco: all’esterno delle navi le immagini dei miei beniamini mi stanno simpatiche, e tra l’altro purtroppo quei cartoni animati non si vedono neppure più in televisione. Ma naturalmente la sinistra non si interessa dei cartoni animati, o usa i cartoni animati per nascondere le sue divisioni interne».

Silvio Muccino su repubblica tv:
«Fe abolite i traghetti che ne farà di noi?»

La risposta a reti unificate:
«Muccino strumentalizza le mie parole. Non ho mai parlato dei traghetti in generale, e sui traghetti della moby io non ci ho mai neppure messo piede. Rivendico orgogliosamente la mia giovinezza come cabarettista sulle navi. Come al solito gli attori e i registi comunisti mi si mettono contro. Ma gli elettori capiscono. Porterò Muccino a un referendum se tenterà nuove dichiarazioni così inaudite».

Confalonieri a mattino5:
«A New York accordo con la Warner. È stato faticoso, ma da stasera su mediaset premium le storie di bugs bunny».

 

Reinventarsi

E’ domenica, mi alzo presto, metto i vestiti buoni ed esco in macchina per andare in chiesa. Con la crisi che c’è in giro sento sempre più il bisogno di confessarmi. Anche se magari non ho fatto niente. Don Luciano dice che è anche colpa mia se c’è questa crisi, che mi tocco troppo e che le due cose sono correlate, anche se non sa spiegarmi bene come. Le vie del signore sono infinite, dice. Quindi mi confesso almeno una volta a settimana, a volte anche due o tre. 
Arrivo e parcheggio nel sagrato. Sulla porta della chiesa c’è attaccato un post-it. Per un attimo mi viene in mente Martin Lutero.

“La Chiesa si è spostata in via Calatafimi al numero 24” firmato don Luciano.

Via Calatafimi al numero 24? Ma è dove stava il McDonald’s. Vuoi vedere che hanno spostato pure quello. E magari lo hanno messo al posto di qualcos’altro che poi hanno spostato da un’altra parta e così via in un circolo senza fine. Anche con Lutero dev’essere iniziata così.
Rimonto in macchina e mi dirigo verso via Calatafimi al numero 24. Il McDonald’s è ancora lì, ma sopra al tetto hanno montato una croce gigante. Contorno rosso su fondo giallo, in tinta con il logo.

Mi avvicino alla colonnina col microfono per le ordinazioni e premo il pulsante.
-Dimmi tutto figliolo.
-Don Luciano? E’ Lei?
-Servo umilissimo del Signore. Chi è? Sei tu Berto?
-Sì don. Ma che ci fa qui?
-C’è crisi Berto. Non lo sai? Non li leggi i telegiornali?
-I giornali, don. Sì li leggo, ma che c’entra il McDonald’s?
-C’entra che non c’abbiamo più i soldi per pagare il riscaldamento e il McDonald’s non c’ha più i soldi per pagarsi i dipendenti. E allora io e don Paolo lavoriamo qui. Don Paolo serve al banco e distribuisce l’eucarestia, io prendo le ordinazioni e assolvo dai peccati. Bisogna reinventarsi, Berto. C’è crisi, Berto. Reinventarsi. 
-Ma. E la chiesa?
-La chiesa sta sempre lì, non ti devi preoccupare. Non si butta mica via niente, Berto. Si reinventa. Siamo sempre aperti e disponibili come prima, abbiamo solo cambiato orari. Adesso apriamo dal lunedì al venerdì dalle 20 alle 24 per i tornei di calcetto a cinque.  A proposito se vuoi iscriverti puoi andare da don Pino. Lo trovi giù all’acquapark a battezzare i bambini. Reinventarsi, Berto. Reinventarsi. Dai ora dimmi tutto che ci sono altri clienti in coda che aspettano.

Mi volto e vedo un ciccione in Cayenne che mi guarda storto.
-Ah sì scusi. Ehm. E’ che così su due piedi…Mi fa un po’ strano confessarmi così al microfono. Dunque vediamo. Dove comincio. Ho detto falsa testimonianza, quello sì. Poi, uhm, non ho onorato il padre e-
-No prima le ordinazioni Berto. Devi ordinare.
-Devo ordinare?
-Devi ordinare. Per confessarsi bisogna consumare. Prima consumazione poi assoluzione.
-Ma io veramente-
-Sono le regole Berto, non vorrai mica offendere il Signore Dio tuo.
-No no per carità. E’ che volevo solo… vabbè che avete?
-Hamburger, Cheeseburger, McRoyal Deluxe, BigMac, Crispy McBacon,   ChickenMcNuggets, McToast…
-va bene, va bene, allora prendo un cheeseburger e delle patatine.
-cheeseburger e patatine. Piccole medie o grandi?
-piccole.
-Da bere?
-mmm una coca cola.
-E una coca. Ora dimmi pure, figliolo.
-beh dunque, dove ero arrivato. Sì allora. Qualche volta non ho onorato il padre e la madre. Ma non è tutta colpa mia. E’ mia madre che pretende sempre di controllare tutto e mi fa innervosire. Tipo ieri mattina mi ha tirato una sberla perché non mi volevo mettere la canottiera e…
-Ketchup o maionese?
-Cosa?
-Ketchup o maionese. Sulle patatine. Ketchup o maionese?
-va bene maionese.
-maionese. continua, ti ascolto.
-no niente dicevo che mi ha tirato una sberla e io me ne sono andato sbattendo la porta. Voglio dire, va bene che c’è crisi e siamo un po’ tutti isterici ma qui si sta esagerando. E poi, insomma, io ho anche venticinque anni, voglio dire, sarò bene in grado di scegliere da solo se mettere la canottiera o no. Così quando son tornato a casa gliel’ho detto.
-Piccola media o grande. La coca. Piccola media o grande?
-Facciamo media.
-E lei?
-lei chi?
-tua madre. che ha detto tua madre.
-niente. mi ha tirato un’altra sberla perché avevo sbattuto la porta.
-ha fatto bene. Altro?
-mmm mi faccia pensare. no, credo di no. mi pare che per questa settimana sia tutto.
-no. dico altro da ordinare. altro da ordinare, Berto?
-no, sono a posto grazie.
-va bene. dunque cheeseburger, patate piccole con maionese e coca media in arrivo. va bene. altro?
-no grazie, le ho detto che sono a posto don.
-no. dico altro da confessare. Altro da confessare, Berto?
-ah, no no grazie. sono a posto anche lì.
 
Il ciccione in Cayenne comincia a innervosirsi e suonare il clacson.
-bene allora fanno 11 euro e 50, Berto. 11 euro e 50, due Mea Culpa e tre Ave Maria.
-Ma. Io ho solo dieci euro, don. come faccio?
-ti sei toccato?
-cosa?
-non fare lo scemo, Berto. Non fare lo scemo. ti sei toccato questa settimana, eh? ti sei toccato?
-ma no. cioè sì. forse un paio di volte ecco. meno della settimana scorsa comunque.
-bravo figliolo. continua così. abbandona la via del peccato. E hai nominato il nome di Dio invano?
-No quello no.
-Bravo figliolo. Sei un bravo ragazzo. Allora possiamo fare 10 euro, tre Mea Culpa e cinque Ave Maria.
-No dai, don. Cinque Ave Maria no.
-Senti Berto per un euro e cinquanta di disavanzo è il minimo che posso farti. Se vuoi possiamo fare tre Mea Culpa, due Padre Nostro e due Ave Maria. Ma ti sto facendo un favore, sia chiaro. Solo perché sei tu, Berto. Solo perché sei tu.
-Grazie don. Lei sì che è un amico.
-Niente. Ti assolvo dai tuoi peccati. E adesso vai. Si paga allo sportello. E non peccare più. Sbrigati che c’è coda. E salutami tua madre.